Maurizio Caprino
pDalunedìprossimo, 5ottobre,
il certificato di proprietà dei veicoli
(Cdp) sarà solo online. Un
addio al cartaceo che a regime riguarderà
tutti i mezzi iscritti al
Pra e che, pur comportando qualche
semplificazione, avrà beneficipiùcontenutirispettoaquellidi
altre smaterializzazioni. Ma ciò
non toglie che l’operazione sia
importante in un’altra ottica: di
fatto, è l’interpretazione che l’Aci
dà del concetto di documento unico
del veicolo, che è all’origine
della parte della riforma Madia
della pubblica amministrazione
(legge 124/2015) che prevede
l’abolizione del Pra (si veda anche
Il Sole 24 Ore del 18 settembre).
Inizialmente, si era parlato
anche della possibilità di unificare
solo i due documenti oggi esistenti
(carta di circolazione e
Cdp) e non anche i due enti che li
emettono (Motorizzazione e
Pra). Con l’unificazione, l’Aci
perderebbe il ruolo di gestore del
Pra e con esso buona parte delle
risorse a sua disposizione.
Con la smaterializzazione, la
firmadelvenditoreverràapposta
solo su supporto digitale e cesserà
l’emissione del Cdp cartaceo
per tutti i mezzi iscritti al Pra da
lunedì: al suo posto ci sarà un documento
virtuale, presente nei
server Pra e consultabile dall’interessato
via web (senza valore di
certificazione) digitando un codice
presente sulla ricevuta datagli
all’espletamento della pratica.
La consultazione sarà possibile
per chiunque conosca o si trovi in
mano il codice, ma il Pra è un pubblico
registro e quindi non pone
problemi di riservatezza.
Si procederà analogamente
per le altre pratiche di competenza
Pra (passaggi di proprietà dell’usato
e annotazioni di fermi amministrativi,
perdite di possesso,
ipoteche) richieste da lunedì.
L’unica differenza sta nel fatto che, essendo riferite perlopiù a
casi in cui esiste già un certificato
cartaceo, quest’ultimo sarà sostituito
da quello smaterializzato.
Alla lunga, se il sistema dovesse
rimanere così, tutti i mezzi iscritti
al Pra saranno “digitalizzati”.
Fino a febbraio ci sarà un regime
transitorio, con la stampa di
un documento in fase di autentica
della firma del venditore. Servirà
non da certificato, ma come
semplice supporto su cui apporre
la marca da bollo, in attesa che l’agenzia delle Entrate perfezioni,
appunto fra quattro mesi, l’apposizione
del bollo virtuale; per
questomotivoresteràsoloagliatti
dell’ufficio in cui è avvenuta
l’autentica. Nelle autentiche
presso notai e Comuni, fino a febbraio
resteranno le attuali procedure
seguite col Cdp cartaceo.
I benefici percepibili dai cittadini
saranno l’impossibilità che si
falsifichi il certificato cartaceo e
che lo si perda. Cosa non rara perchéessononvatenutoabordoesi
conserva in casa o addirittura resta
dal venditore: finora ogni anno
il Pra ha ristampato per furto o
smarrimento 300mila documenti,
molti più delle 50mila carte di
circolazione (da tenere a bordo)
perdute o rubate. Così le forze
dell’ordine non dovranno più
raccogliere 300mila denunce.
Tuttavia i risparmi legati al
non dover stampare il certificato
non si tradurranno in una diminuzione
delle tariffe Pra. Inoltre,
le forze dell’ordine non guadagnerannoilvantaggiodifareverifiche
anche su strada senza guardare
i documenti, come invece
succederà dal 18 ottobre per la Rc
auto con la smaterializzazione
dei documenti assicurativi: nel
caso della proprietà dei veicoli,
questo controllo era possibile anche
prima.
Le novità riguardano il solo
Cdp e quindi non toccano le altre
regolelegateallecompravendite,
non essendo cambiata la normativa
sulla materia. Restano dunque
le falle del sistema attuale.
Quella più importante è il fatto
che non è richiesta la presenza
contemporanea di venditore e
acquirente. Col risultato principale
che ci sono venditori che restano
intestatari: l’acquirente,
per risparmiare, non trascrive
l’atto firmato dall’ignaro cedente,
cui rimane la responsabilità del
veicolo in prima battuta.
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